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Da Napoletane a Hangzhou: Milena on the Road

22 October, 2018 06:53  Erin Erin

Milena on the Road Ciao sono Milena, ho 26 anni e attualmente vivo ad Hangzhou, Cina. Sono cresciuta in un piccolo paese toscano ma sono di origini napoletane.  Mi sono laureata in lingue e subito dopo mi sono trasferita negli Stati Uniti. Sono rientrata in Italia per quasi un anno e sono ripartita alla volta della Cina. Da qualche anno scrivo nel blog MelinaOnTheRoad, per raccontare le mie esperienze.

1. Perché ti sei trasferito all'estero?
Quando sono partita per gli Stati Uniti, il mio obiettivo principale era quello di migliorare l’inglese. Dopo una laurea in lingue sentivo l’esigenza di confrontarmi direttamente con la lingua. Sarei dovuta rimanere un anno ma estesi il mio visto per un altro anno ancora. La vita in America era ormai la mia normalità. Vivere in Cina aveva lo stesso scopo, migliorare il mio cinese. Ma questa volta sentivo proprio la necessità di viaggiare, lasciare l’Italia e scoprire altre parti del mondo.  

2. Come ti guadagni da vivere?
In entrambi i paesi ho lavorato come ragazza alla pari. Negli Stati Uniti ho vissuto con due diverse famiglie, una a Seattle e una a Los Angeles. Il mio lavoro era occuparmi dei loro figli per 45 ore alla settimana. In Cina, il lavoro è un po’ diverso. Le famiglie cercano un tutor di inglese che possa aiutare i loro figli a migliorare la lingua, e per loro avere uno straniero in casa è un privilegio.

3. Quanto spesso e come comunichi con la tua famiglia?
Sicuramente i social aiutano tantissimo a rimanere in contatto con famiglia e amici quando si vive all’estero. Negli Stati Uniti, almeno 3 o 4 alla settimana facevo una videochiamata con i miei genitori (usando skype o whatsapp) e li sentivo durante il giorno tramite messaggio. In Cina, li vedo un paio di volte al mese (soprattutto perché come orario non ci troviamo quasi mai) e purtroppo la connessione non è sempre veloce. Molte volte dobbiamo usare WeChat per fare le videochiamate.

4. Cosa ti piace di più della tua vita da espatriato?
Vivere all’estero ha stravolto la mia vita. Non ne ho mai abbastanza. Amo essere indipendente e scoprire cose nuove ogni giorno. Potersi reinventare una persona nuova ogni volta.  Vivere in Cina da “waiguo ren” (straniero) è veramente divertente. La gente ti ferma per la strada chiedendoti di farsi una foto con te, o semplicemente ti fissano stupiti. Le reazioni dei bambini sono le migliori.

5. Cosa ti piace di meno della tua vita da espatriato?
I primi tempi in Cina ero molto frustata quando non riuscivo a comunicare con la gente del posto. Anche mangiare diventava un’impresa impossibile. Molte volte mi arrendevo e andavo in qualche fast food.

6. Che cosa ti manca di più?
Non sento la mancanza di molte cose. La mia famiglia so che è sempre in Italia ad aspettarmi, e le cose materiali si sostituiscono facilmente.  Purtroppo negli anni vissuti fuori ho perso degli eventi importanti, come matrimoni, il diploma di mia sorella, nascita di nipotini ecc..

7. Che cosa hai fatto per incontrare nuova gente e integrarti nel nuovo paese?
In realtà mi sono sempre ritrovata ad avere altri expat come amici. Negli Stati Uniti, tramite vari gruppi Facebook, trovai tante altre ragazze alla pari provenienti da ogni parte del mondo. Stessa cosa qui ad Hangzhou, il mio gruppo di amici è formato da altri ragazzi alla pari come me. Soprattutto tedeschi. Integrarsi in Cina è una bella sfida; anche dopo 10 anni verrai visto come straniero perché la tua faccia ti tradisce. Mi sento sempre un po’ offesa quando vogliono offrirmi forchetta e coltello pensando che io non sappia usare le bacchette. Ormai tendo a comportarmi come loro.

8. Quali usi e costumi del paese in cui vivi ti sembrano più strani?
Scrissi un articolo sul blog riguardo le stranezze americane, ma ripensandoci adesso mi sembra tutto molto normale. La Cina è un pianeta a sé. Come guidano, come mangiano, come si comportano..è tutto molto lontano dal mondo che conoscevo. La cosa più lontana da noi è l’idea di senso civico. Qui la gente salta la fila, ti viene addosso in motorino o bicicletta mentre cammini, sputano, ruttano dovunque, dormono mentre lavorano o si tagliano le unghie mentre servono i clienti. Usano il cel praticamente sempre, anche mentre sono al lavoro e magari devono servirti da mangiare.

9. Qual è un mito da sfatare del paese in cui vivi?
I cinesi anziani esistono! In Italia non se ne vedono, ma in Cina li vedi per la strada a fare i lavori più duri. Non ho mai avuto la sensazione di vivere in una città inquinata. Gente con la mascherina era molto rara e anche quando sono andata in vacanza a Shanghai l’aria era pulita. Non mangiano tutto quel cibo fritto che ci viene dato nei ristoranti cinesi in Italia, anzi io mangio davvero molto salutare. 

10. Che consigli daresti agli altri espatriati?
Di non giudicare dalle apparenze. Non lamentarsi se alcuni comportamenti sembrano maleducati ai nostri occhi. È il loro modo di vivere. Si deve arrivare qua con la consapevolezza che siamo a casa loro, cercando di adattarsi. Imparare un minimo di cinese vi servirà perché gran parte della popolazione non parla inglese.  

11. Quando e perché hai cominciato a tenere il blog?
Ho iniziato il blog pochi mesi prima di tornare in Italia, mentre vivevo a Los Angeles. Dopo due anni all’estero sentivo il bisogno di raccontare così tante cose che decisi di iniziare a scrivere. Soprattutto volevo dare maggiori info sul programma da au pair.

12. Che vantaggi ti ha portato il blog?

Mi piace poter raccontare alla gente il mondo dal mio punto di vista e dar loro maggiori dettagli su un paese. Credo sia molto importante abbattere gli stereotipi che si hanno qua in Italia. Infine, mi fa molto piacere quando ricevo email di persone interessate a fare ciò che sto facendo io e poterle aiutare a vivere questa avventura è molto gratificante.

Milena on the Road

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