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Di Perugia a Bangkok: Andrea in Thailandia

29 October, 2012 08:38  Erin Erin

Andrea in Thailandia Ciao, mi chiamo Andrea. Sono un giovane (forse non proprio anagraficamente ma di sicuro nello spirito) perugino trapiantato dal 2008 in Thailandia, a Bangkok.

1. Perché ti sei trasferito all'estero?
E’ l’”esterofilia” considerata una patologia? Se sì, credo di esserne stato affetto fin da piccolo. E’ grazie ai miei genitori che ho scoperto la bellezza di esplorare mondi e culture nuove. Dopo la laurea credevo di aver trovato nei Castelli Romani il luogo perfetto dove vivere. Le vicende della vita sono però incontrollabili e così, senza premeditazione, sono arrivato a Bangkok.

Non sono venuto in questo paese per ricongiungermi ad un amore sbocciato in internet o casualmente incontrato in un bar, come invece sembra accadere spesso a molti italiani che decidono di trasferirsi qui – senza considerare questa una motivazione di “serie B” – ma anche nel mio caso l’amore è stato la molla che mi ha fatto fare il grande passo.  

Ho inseguito un sogno e ne ho realizzati molti altri.

2. Come ti guadagni da vivere?
In modo onesto.

Scherzi a parte. In 4 anni ho ribaltato la mia vita e per prima cosa sono tornato a essere studente lavoratore. Ho avuto la fortuna di fare le conoscenze giuste che mi hanno dato la possibilità di imparare e accumulare esperienza nel campo della comunicazione e dell’insegnamento. Oggi sono Content Editor per un’azienda per prenotazioni alberghiere. Collaboro anche con la Reale Università Chulalongkorn di Bangkok .

3. Quanto spesso e come comunichi con la tua famiglia?
Sento i miei genitori praticamente tutti i giorni, a dire il vero più volte al giorno. Grazie a Skype, Facebook e al mio blog comunichiamo costantemente e questo li (ci) aiuta a sentire meno la distanza. Sicuramente la possibilità di avere videochiamate gratuite direttamente con il cellulare accorcia le distanze e fa risparmiare parecchi soldi. Quando ho vissuto a Dublino questo non era possibile e i miei hanno speso un capitale in telefonate.

4. Cosa ti piace di più della tua vita da espatriato?
Proprio in questi giorni parlavo della differenza che c’è fra espatriati e emigrati. Io mi ritengo un emigrato più che un expat visto che sono arrivato in Thailandia senza un’azienda che mi sponsorizzasse.

Premesso questo, credo che vivere qui mi dia la possibilità ogni giorno di trovarmi in un ambiente multietnico e multiculturale incredibilmente inamico. Il fatto che il costo della vita sia più basso mi permette anche n tenore di vita più alto di quanto non avessi in Italia, condividendo il di più che ho con gli amici tailandesi meno fortunati.

5. Cosa ti piace di meno della tua vita da espatriato?
La competizione in genere molto spiccata fra expat, inclusi i connazionali.

6. Che cosa ti manca di più?
Gli affetti, senza ombra di dubbio!

7. Che cosa hai fatto per incontrare nuova gente e integrarti nel nuovo paese?
Lavorare e studiare con i tailandesi ha reso tutto molto naturale. Nei primi 6 mesi qui praticamente non ho frequentato nessun altro espatriato ma solo tailandesi che sono per natura ospitali e aperti. Essere italiano fa nascere curiosità, non siamo così tanti come gli anglosassoni. Di sicuro mi ha aiutato il fatto di non avere preconcetti e pregiudizi nei confronti di niente e di nessuno.

8. Quali usi e costumi del paese in cui vivi ti sembrano più strani?
All’inizio trovavo strana la superstizione spinta dei tailandesi e i numerosi riti scaramantici che compiono quasi automaticamente, senza neppure pensarci.  Oggi vedo più le analogie con noi italiani che le differenze.

9. Qual è un mito da sfatare del paese in cui vivi?
Come in ogni paese ci sono persone oneste e altre meno: non ho mai avuto brutte esperienze ma so che in certi ambienti e certe località ci si deve fidare poco e stare bene con gli occhi aperti se si vuole evitare di finire nei guai.

10. Che consigli daresti agli altri espatriati?
Non sono in grado di dare consigli visto che ciascuno di noi è un individuo a se stante, con il proprio back ground e le proprie necessità: quello che per me è fondamentale – tipo vivere in una zona centrale – per un altro potrebbe essere superfluo. Unica raccomandazione: evitare di avere pregiudizi e trovare sempre la forza di aprirsi al nuovo.

11. Quando e perché hai cominciato a tenere il blog?
Il primo blog l’ho iniziato appena arrivato ma il fatto che studiavo e lavoravo l’ha fatto naufragare. Poi, un giorno, ho riletto una lettera scritta ad un amica in cui le promettevo che Andrea in Thailandia templel’avrei tenuta aggiornata e così ho cominciato a scrivere un diario. Racconto il quotidiano senza pretendere di dare consigli a nessuno. Scrivo di posti che vedo e gente che incontro, di cose che faccio e esperienze che vivo. Credo sia importate condividere! Magari qualcuno può così evitare di compiere i miei stessi errori o trovare uno spunto per qualcosa da fare se dovesse venire nella Terra dei Sorrisi.

12. Che vantaggi ti ha portato il blog?
Ho riscoperto la voglia di non annoiarmi mai e di trovare lo speciale anche nel banale, di divertirmi rendendo unici momenti che altrimenti sarebbero noiosi.

Blog LinkAndrea's blog, Andrea in Thailandia

 

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