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Di Italia in Norvegia: Unventennetraifiordi

26 January, 2012 10:38  Erin Erin

Unventennetraifiordi portrait

Mi chiamo Andrea, ho 20 anni e vengo da una piccola città sull’Adriatico.

Attualmente mi trovo in Norvegia, precisamente a Larvik.  

1. Perché ti sei trasferito all'estero?
Ho cominciato a visitare la Norvegia 2 anni fa quando ho conosciuto la mia attuale ragazza. Da allora sono stato qui più volte per brevi periodi fino a 6 mesi fa, quando ho deciso che valeva la pena provare a vivere un periodo di tempo lontano da casa, in tutt’altro ambiente. Così grazie all’aiuto della mia famiglia e di quella della mia ragazza il tutto si è concretizzato.

Sono partito così, un po’ spensierato, senza pensare bene cosa avrei fatto. Volevo solo scoprire qualcosa di nuovo e fare quell’esperienza mia.

2. Come ti guadagni da vivere?
Non avendo ancora una qualificazione (al momento sto studiando per degli esami che darò presto in Italia) e con una limitata conoscenza del norvegese (ahimè l’inglese non basta) trovare un lavoro adatto e farmi assumere è stato difficile.

Perlopiù ho fatto lavoretti saltuari e quando è capitato qualche servizio fotografico, mia grande passione.

3. Quanto spesso e come comunichi con la tua famiglia?
Ci sentiamo 3-4 volte a settimana con Skype.

4. Cosa ti piace di più della tua vita da espatriato?
Questi mesi li considero soprattutto come un’esperienza emotiva e conoscitiva, di me stesso e di un ambiente a me estraneo, ed è proprio questo spirito di ricerca e documentazione che ho apprezzato di più in questo periodo in Norvegia.

5. Cosa ti piace di meno della tua vita da espatriato?
Probabilmente questo stato di temporaneità ed incertezza. So che questo periodo finirà, ma questo non vuol dire un addio, bensì lo vedo come una base da dove costruire un futuro qui in Norvegia.

6. Che cosa ti manca di più?
Lascio perdere lo stereotipo dell’italiano all’estero, a cui manca la buona cucina e il clima mediterraneo: nel mio caso non è stato così.

So che ho delle cose in sospeso in Italia e proprio la lontananza da queste mi è pesata di più. Sento che in qualche modo devo completarmi prima di intraprendere “il grande volo”.

7. Che cosa hai fatto per incontrare nuova gente e integrarti nel nuovo paese?
Non avendo “un’impronta” tipicamente italiana non è stato difficile entrare nelle abitudini ed usi dei norvegesi. Mi è bastato essere aperto e curioso alle novità, insomma essere me stesso.

Ho fatto nuove amicizie con persone di ogni età e cultura, e ho studiato la loro lingua, ho fotografato il paesaggio e ho ascoltato le tante storie che questo popolo ha da raccontare. Come ho gia detto, il tutto è venuto naturalmente, quasi da se.   

8. Quali usi e costumi del paese in cui vivi ti sembrano più strani?
Difficile a dirsi. Credo che i norvegesi siano persone molto equilibrate e miti, amano la tradizione e allo stesso tempo sono molto tolleranti e aperti al cambiamento.  

Forse quello che mi è sembrato buffo è il fatto che l’uso dei dialetti qua è largamente acconsentito in tutte le situazioni, addirittura anche in TV.    

9. Qual è un mito da sfatare del paese in cui vivi?
Ce ne sono tanti credo, soprattutto dal punto di vista che gli italiani di solito hanno nei confronti della Scandinavia.

Il primo mito da sfatare è sicuramente quello secondo cui le persone hanno un carattere freddo e sono di conseguenza molto chiuse al contatto sociale. Al contrario, se si ha la sensibilità di conoscere le persone e la volontà di condividere qualcosa di se stessi, poi di solito si rompe quel guscio protettivo e si entra in una sfera quasi intima dal quale non si esce più.   

10. Che consigli daresti agli altri espatriati?
Non mi sento di dare nessuno consiglio, sono troppo giovane per dare consigli in generale e finirei solo per dire frasi fatte o inadeguate.

Quello che faccio volentieri è un invito a scoprire la Norvegia e magari a farmi visita.

11. Quando e perché hai cominciato a tenere il blog?
Ho aperto il blog il giorno prima di partire.

Sentivo che era giusto lasciare una traccia scritta che parlasse della mia esperienza senza troppe pretese. A volte credo che è più una cosa per me stesso, per ricordare; altre volte invece sento che ho il bisogno di raccontare una storia, dei particolari o delle semplici curiosità: condividere con altri.   

12.  Che vantaggi ti ha portato il blog?Unventennetraifiordi
A parte sapere che qualcuno mi legge, il che fa sempre piacere, avere un blog è diventato anche un motivo per sperimentare, per mostrarmi, per esercitarmi, ma soprattutto per ampliare la mia curiosità, quella curiosità che ti porta a documentarti e a ricercare per mettere insieme un articolo, una storia, un semplice frammento di vita. 

Blog LinkAndrea's blog, Unventennetraifiordi

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